789 201. Ardeva di amore in tutte
le fibre del suo essere verso il sacramento del Corpo del
Signore, preso da stupore oltre ogni misura per tanta benevola
degnazione e generosissima carità. Riteneva grave segno
di disprezzo non ascoltare ogni giorno la Messa, anche se
unica, se il tempo lo permetteva. Si comunicava spesso e con
tanta devozione da rendere devoti anche gli altri. Infatti,
essendo colmo di reverenza per questo venerando sacramento,
offriva il sacrificio dl tutte le sue membra, e, quando riceveva
l'agnello immolato, immolava lo spirito in quel fuoco, che
ardeva sempre sull'altare del suo cuore.
Per questo amava la Francia, perché era devota del
Corpo del Signore, e desiderava morire in essa per la venerazione
che aveva dei sacri misteri.
Un giorno volle mandare i frati per il mondo con pissidi preziose,
perché riponessero in luogo il più degno possibile
il prezzo della redenzione, ovunque lo vedessero conservato
con poco decoro.
790 Voleva che si dimostrasse grande rispetto alle
mani del sacerdote, perché ad esse è stato conferito
il divino potere di consacrare questo sacramento. «Se
mi capitasse - diceva spesso - di incontrare insieme un santo
che viene dal cielo ed un sacerdote poverello, saluterei prima
il prete e correrei a baciargli le mani. Direi infatti: Ohi!
Aspetta, san Lorenzo, perché le mani di costui toccano
il Verbo di vita e possiedono un potere sovrumano!»